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Metodologie e standard

Conformemente al carattere di volontarietà della RSI, la normativa nazionale è relativamente scarsa. Per supportare le imprese tanto nell’impostazione di una strategia valida quanto nella sua accountability, è sorta presto l’esigenza di elaborare standard condivisi, in grado di capitalizzare studi, ricerche ed esperienze comuni.

Operatori economici, Istituti ed Associazioni a livello sia nazionale che internazionale hanno cercato forme di cooperazione e coordinamento per elaborare metodologie la cui validità potesse superare i confini statali in virtù dell’autorevolezza degli autori. Un’attività intensa che ha prodotto una serie di strumenti di certificazione delle performance ambientali e sociali delle imprese e modelli di rendicontazione. Di seguito si elencano alcuni tra i più affermati e diffusi.

  • SA 8000  (Social Accountability 1000): standard internazionale basato sulle convenzioni dell’ILO, sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani  e sulla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Bambino. Sviluppato nel 1997 dall’agenzia statunitense di accreditamento CEPAA - poi rinominata SAI (Social Accountability International) - si compone di nove parametri sociali volti all’incremento della capacità competitiva di quelle imprese che forniscono garanzia del loro comportamento eticamente corretto verso i lavoratori nell’ambito dell’intera filiera di produzione. La valutazione di conformità allo standard di responsabilità sociale produce una certificazione di qualità rilasciata con un meccanismo analogo a quello utilizzato per le norme UNI EN ISO 9000 o norme UNI EN ISO 14000.
  • AA 1000  (AccountAbility 1000): standard di processo studiato per supportare le imprese nella misurazione della qualità dei loro investimenti nei campi etico-sociale e ambientale. Articolato nei processi di accounting, auditing e reporting, è incentrato sul coinvolgimento stabile e duraturo degli stakeholder nella vita dell’organizzazione. AA 1000 è stato sviluppato nel 1999 dall’istituto britannico ISEA (Institute of Social and Ethical Accountabiliy - al quale aderiscono imprese università e ONG - fondato per incoraggiare il comportamento etico nelle organizzazioni profit e no-profit.
  • Linee Guida della Global Reporting Iniziative (GRI): protocollo con indicazioni operative per la stesura di un report di sostenibilità ambientale. Tra i più diffusi a livello planetario, è stato elaborato nel 2003 nell’ambito dell’iniziativa GRI, fondata nel 1997 dal CERES (Coalition for Environmentally Responsible Economy), organizzazione nordamericana alla quale aderiscono moltissimi investitori, ambientalisti e gruppi di pubblico interesse.
  • ISO 26000: standard in corso di definizione presso la ONG International Organization for Standardization (ISO), network con sede principale a Ginevra formato da 157 istituti nazionali, appositamente creato per l’elaborazione di standard. Atteso per il 2010, non prevede il rilascio di una certificazione ma fornirà una serie di linee guida per la definizione di concetti e metodi di valutazione condivisi, agevolando così l’impegno volontario di organizzazioni pubbliche e private nei confronti della RSI. L’ISO ha peraltro già sviluppato altri standard inerenti materie rilevanti per la RSI, come ad esempio l’ ISO 14001, che fissa i requisiti per un sistema di gestione ambientale.
  • Fairtrade: marchio di prodotto che garantisce che esso sia stato lavorato senza causare sfruttamento e povertà nei paesi  del Terzo mondo. E’ stato istituito nel 1994 nell’ambito della Fairtrade Labelling Organizations (FLO), la federazione internazionale dei marchi di garanzia del commercio equo e solidale che raggruppa 20 organizzazioni che operano in Europa, Stati Uniti, Canada, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Messico.
  • Tools & Giuidances Portal, creato dal Business & Human Rights Resource Centre  (autorevole centro internazionale non governativo in materia di rispetto dei diritti umani da parte delle imprese), portale web che contiene una serie di manuali per le imprese intenzionate a mettere in pratica il rispetto dei diritti unami. 
  • CSR Europe's Toolbox - Equipping Companies and Stakeholders for a Compettive and Responsible Europe: è la "cassetta portautensili" elaborata nel contesto della European Alliance for CSR in basse ai primi risultati dei CSR Laboratoriers, e contiene informazioni, idee e consigli per aiutare le imprese ed i loro stakeholders ad affrotnare le sfide socio-economiche ed ambientali e ad integrare la responsabilità sociale nella pratica aziendale tradizionale.
  • Eco-Efficiency-Check-up Tool: strumento di autovalutazione dell’efficienza energetica rivolto alle Piccole e Medie Imprese elabrorato dal  Laboratorio Eco-Efficiency promosso da Fondazione Sodalitas; contiene un set di linee guida di facile utilizzo che fornisce indicazioni pratiche per le PMI su come migliorare la propria efficienza energetica.

Alcuni standard riferibili alla RSI sono stati istituiti direttamente dalla UE:

  • EMAS, lo strumento comunitario di politica ambientale e industriale a carattere volontario, che attraverso procedure standard di ecogestione e audit intende promuovere il costante miglioramento dei risultati ambientali di tutte le organizzazioni europee, nonché l'informazione del pubblico e delle parti interessate. Istituito con il Regolamento 1836/93 e successivamente modificato dai regolamenti 761/2001 e 196/2006 (EMAS II), è basato sulla norma ISO 14001;
  • Eco-label, il marchio comunitario di qualità ecologica creato per aiutare i consumatori a scegliere i prodotti e i servizi maggiormente rispettosi dell’ambiente (con esclusione di quelli alimentari e farmaceutici). Il sistema di certificazione è volto a garantire l’impatto ambientale dell'intero ciclo di vita di un prodotto, e di recente è stato anche esteso al settore turistico. Introdotto con il Regolamento CEE 880 del 1992, è stato modificato nel 2000 con il Regolamento n. 1980.